martedì 16 gennaio 2018

HAI 25 ANNI, È DOMANI E NON PUOI PIÙ...

Un giorno ti svegli ed è domani.

Scusate, quando vivevo in Italia scrivevo molto meglio, ma volevo farvi credere anche io di non sapere più l’italiano come quelli che vanno un weekend a Londra e tornano parlando bengalese perché chi pensano di prendere per il culo: di inglese vero non ne hanno incontrato nessuno. Sì, insomma, conosciamo tutti un amico che è tornato da un’esperienza all’estero millantando di avere ormai il cervello impostato sull’inglese. 

State tranquilli, non è il mio caso – eh, lo so che ci speravate, eppure anche dall’Inghilterra eccomi qui a scrivere (finalmente) di nuovo sul blog.

Dicevo: un giorno ti svegli ed è domani. E il domani sono i venticinque anni.

Prima dei venticinque anni la vita è completamente diversa e, soprattutto, prima dei venticinque anni pensi sempre che il tuo venticinquesimo compleanno non arriverà mai, pensi che sarai giovane per sempre. Prima dei venticinque anni tutto si vive al massimo: si beve come se non ci fosse un domani, si mangia come se non ci fosse un domani, si spende e si fanno cazzate come se non ci fosse un domani.

Ma un giorno ti svegli ed è domani. Hai venticinque anni.

Inizialmente il domani non sembra essere spaventoso come avevi sempre pensato. È un altro giorno come tanti, è un po’ come ieri. Ma questa sensazione dura poco. Ben presto capisci che nulla sarà più come prima e dal domani non c’è ritorno.

Pensavo che sarei arrivata ai miei venticinque anni con un fidanzato, con una storia seria che mi avrebbe portato alla convivenza nel giro di un paio di anni al massimo, con un lavoro soddisfacente, con un guardaroba da donna quale oramai ero diventata.

Ho compiuto venticinque anni da single, senza il benché minimo interesse verso alcun individuo di sesso maschile, senza nessuna prospettiva di convivenza nemmeno nei dodici anni a venire, con un lavoro sottopagato e che mi causava più crisi isteriche che gioie, con un armadio equamente diviso fra vestitini da escort e pigiami di pile con bestie varie disegnate, senza via di mezzo alcuna. Go puta or go branda.

Quando arrivano i venticinque anni cambia tutto. Anche i giorni della settimana cambiano nome: non esiste più il Giovedìdivina o il Venerdìalcatraz, per esempio. Esistono solamente i giorni lavorativi e i giorni feriali, ecco come si dividono le settimane, i mesi, gli anni, la vita. L’esistenza è scandita da momenti di lavoro seguiti da momenti di riposo. A venticinque anni, infatti, scopri che il riposo viene dopo il lavoro. E credetemi: fa male come scoprire che Babbo Natale non esiste. A venticinque anni ti alzi il sabato mattina alle otto e mezza e credi di esserti fatto una ronfata epica, perché caspita! Le otto e mezza! E ti assale immediatamente una strana angoscia: è come se dentro di te sentissi che devi fare qualcosa, ma non sai bene cosa.

A venticinque anni non sai bene cosa dovresti fare, ma sai cosa non devi mai più fare.