lunedì 26 ottobre 2015

GLI MTV EMA A MILANO SECONDO RED GOON




Ieri sera ci sono stati gli MTV EMA a Milano, al Forum di Assago per la precisione. E se qualcuno, malauguratamente, se li fosse persi, ecco qui una summa condita con giudizi personali.

Due sono le precisazioni che voglio fare immediatamente: per prima cosa mi chiedevo quanto sarebbe durato lo show senza le pubblicità, otto minuti al massimo? (E a proposito di spot pubblicitari, anche a chi non frega nulla di rugby, sarà giunta la notizia che l'Australia sfiderà la Nuova Zelanda nella finale della Coppa del Mondo e sapete che esistono tre gusti di Tronky? Esatto, hanno trasmesso in loop solo due pubblicità, in pratica.) Secondariamente, seduta nello studio di fronte alla TV mi sono sentita estremamente vecchia. Molti artisti mi erano completamente ignoti, non avevo idoli da supportare e criticavo le performance senza esultare a prescindere perché il cantante era figo. Sono salite sul palco cinque balenottere agghindate da streghe fanatiche del bondage e io non le avevo mai sentite nominare: è quando i componenti delle band sono nati dopo di te che inizia l'età adulta – credo.

Ma andiamo in ordine.


Fin dal red carpet ho capito che non sarebbe stata una serata tranquilla per il mostriciattolo Ira che alloggia nel mio cranio.
I traduttori istantanei. Loro.
Loro non erano fastidiosi, loro erano una combinazione di prezzemolo fra i denti, fiatella all'aglio e ascella aromatizzata alla cipolla. Tutto questo insieme. MTV EMA in Italia, milioni di spettatori eccetera eccetera ed erano forse utili, okay, d'accordo, ma la donna? Non potevano sceglierne una che avesse davvero voglia di essere lì a fare quel lavoro e non che stesse sognando di essere a casa a guardare Alta Infedeltà su Real Time?

L'audio in generale era molto scadente, si sentiva poco.
A proposito, a voi la voce di Ellie Goulding è arrivata? Io riuscivo solo a pensare che forse, poverina, voleva una Ricola; oppure dalla posizione delle sue gambe pareva avesse urgenti bisogni intestinali. Esteticamente, poi, Ellie ha pericolosamente osato troppo e miseramente fallito. Tralasciamo i capelli color giallo dei pennarelli Giotto e concentriamoci sul vestito. Sembrava la pelle di una salsiccia e sui fianchi si intravedeva una riga paragonabile alla cordina che lega, appunto, una salamella all'altra. Aveva due maniglioni antipanico che mano le uscite di sicurezze sugli aerei. Ma almeno canta ben... No. Ieri sera abbiamo capito che la Goulding è la tipica bionda tinta che si photoshoppa su Instagram, rilascia hit su hit e poi dal vivo è timida e sta gobbetta e non sa cantare e le piace il bis di patatine fritte con tripla maionese.
Ellie una di noi, ma non ci è piaciuta.

Cosí come mi ha deluso Ruby Rose, dalla quale mi aspettavo abiti mascolini ma provocanti e sguardi accattivanti, e che invece è entrata in scena con un tendone da circo da suora del '500. Mentre il povero Ed Sheeran era infagottato come un cotechino in un completo così elegante che lui, da vero inglese, probabilmente non indosserà nemmeno al suo matrimonio.

Ed Sheeran. Pancetta, capelli rossi spettinati (e diciamocelo: unticci, apparentemente sottili e forse addirittura un po' radi) e un sorriso da bravo ragazzo tonto nascosto sotto una barbetta incolta. Capisce noi donne meglio di quanto ci capiamo noi e ci conquista danzando sulle note delle sue romantic ballads. Ma è tutta una copertura, perché Ed ha una sola e unica passione – e io, purtroppo, la conosco fin troppo bene. Non perché la condivida, bensì perché con la cultura inglese ho, ahimè, legami assai stretti.
L'alcol. Ed ama l'alcol, lo ama in modo viscerale, ma con questo – fate attenzione – non voglio assolutamente dargli dell'ubriacone. Voglio sottolineare quale sia la sua patria. La Grandiosa Bretagna.
Aveva anticipato che si sarebbe buttato giù qualche shot prima dell'inizio della diretta e la sua autonomia live è durata per circa metà dello spettacolo. Poi non ha resistito più, e fiero si è presentato con un gin lemon sul palco. E ha continuato a riempirlo fin quasi alla conclusione. Per dare un tocco di colore al suo outfit, infatti, a fine serata, mentre annunciava l'esibizione di Pharrell vestito da imbianchino ucraino nero, si è convertito a una vodka cranberry. Questo cambiamento di drink ha rappresentato lo spunto più importante della serata.

Fra i primi vincitori viene eletta Nicki Minaj, che qualche mese fa aveva polemizzato sul fatto che per una donna di colore sembrasse essere molto più arduo portarsi a casa un premio di MTV. Così, quando finalmente ha conquistato una statuetta, ha pensato bene di non muovere il suo gran culone da casa e limitarsi a mandare un video-messaggio, dimostrandosi ai livelli del vincitore della categoria Africa e India.
Ha invece collezionato vittorie in quantità Po dei Teletubbies. O meglio, era Justin Bieber che però ha ritenuto che, per non sbagliare, trovandosi nella capitale della moda, fosse più semplice e intelligente direzionare la scelta dell'abbigliamento verso un unico colore, e ha scelto il rosso. Justin Po Bieber ha inoltre sfatato un mito: il prurito pubico. Lo ha mostrato in diretta mondiale: basta nascondersi, voi che ne soffrite non siete soli - e ve lo ha dimostrato un vero idolo delle ragazzine, grattandosi i maroni per l'intera durata della sua performance.

Ma torniamo un attimo a Ed Sheeran. Lo hanno coinvolto in innumerevoli e penose scenette mandate in onda in prossimità delle pubblicità: appariva vistosamente imbarazzato, poco a suo agio e consapevole dello scarso successo che avrebbero riscosso quei vili sketch. È caduto anche lui nella facile presa in giro sulla cecità del nostrano Bocelli, e ci è piaciuto. Anzi, Ed, ci aspettiamo ora da te la creazione di un'immagine e anche il caro Andrea non vede l'ora.

Sono una brutta persona.

Ed ha anche vinto nella categoria di miglior esibizione live, ma non solo non se n'era accorto, ha persino dovuto chiedere conferma di quale fosse il suo premio. Era al quarto gin lemon e gli avevano detto che poteva sedersi a trincarlo accanto a due bionde e poi lo richiamano sul palco? Uno in diretta mondiale non può nemmeno sbronzarsi in pace. Soliti sistemi corrotti italiani. Mafia.

Dell'Italia da questi MTV EMA è trapelata un'immagine molto stereotipata. Ruby Rose s'è pure presentata con un abito di spaghetti; e credo di aver sentito le parole spaghetti, pasta e pizza più spesso di quanto io abbia udito canzoni ieri sera. Ed Sheeran ha salutato Milano dicendo che ama il nostro cibo, il tatuatore aveva un marcato accento italiano e disegnava una pizza sulla schiena di Ruby che, come se non bastasse, si era vestita da gladiatrice. Ci mancava solo James Bay che accompagnava “Hold back the river” con un mandolino al posto della chitarra e l'apoteosi dei falsi cliché sarebbe stata raggiunta. Perché lo sappiamo tutti che in Italia è più usato il congiuntivo che il mandolino – il che è tutto dire, ma all'estero le convinzioni sono altre: come, per esempio, che nel Belpaese si vada ancora in giro in toga.
Cara Ruby, sai, saresti dovuta venire coi miei amici a quel toga party. Sarebbe piaciuto anche a Ed: era open bar.

La verità è che a noi italiani non interessa che voi ci sappiate ricollegare solo a un piatto di spaghetti alla bolognese. Ridiamo con voi e poi vi facciamo vedere che sì, è vero, siamo un popolo di pigri mammoni, ma poi le cose, quando dobbiamo davvero farle, le facciamo bene.
Ci avete fatto caso? Ieri sera a Milano non c'era nessuna Miley Cyrus mezza nuda che mimava scene oscene o che tirava fuori spinelli da borsette di Chanel. Ieri sera Bocelli ha cantato “Con te partirò” e vi sfido a dire che non l'avete intonata, perché mio fratello Lupo accanto a me la cantava a squarciagola.
È questione di eleganza.

Citando la mia amata Ruby Rose, auguro un buon lunedì alle signore, ai signori e a chi sta in mezzo (ladies and gentlemen and everyone in between). O Ruby, ti ho perdonato quel vestito di pasta.


B.

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