giovedì 7 maggio 2015

I MIEI DUE MODELLI PER ESSERE UNA PERFETTA PSICOPATICA

Ultimamente ho scritto poco e niente. 

Sono stata vagamente più attiva su Facebook, ma anche lí, rispetto ai miei standard, ho pubblicato ben smilze briciole.
Dal blog sono proprio sparita. Vi dirò di più: digitando RedGoon su Google era possibile toccare con mano balle di fieno che rotolavano.

È che sono diventata psicopatica, o psycho girlfriend - come preferisce definirmi affettuosamente Jack.
Sí, può anche darsi che io lo sia, una psycho girlfriend intendo, ma lui non capisce ed è meglio finirla qui, perchè impelagarsi in una discussione circa le cose a cui i maschi non riescono ad arrivare sarebbe tempo perso. Non capirebbero nemmeno vedendo e leggendo la lista scritta.

Insomma, vi dicevo che sono diventata psicopatica. Con punte di isteria, retrogusto di schizofrenia e una spolverata finale di vittimismo paranoico.

Ecco, finalmente ho trovato un modo per descrivermi. 
Sapete quando conosci qualcuno di nuovo che ti pone l'odiosa domanda:
«Beh, che mi racconti?»

Tendenzialmente le persone che ti indirizzano questo tipo di quesito rappresentano il cancro allo stato terminale della società, quindi l'unica risposta che si meritano è una che li spaventi per sempre. Devono pensare che tu sia un pazzo o una pazza e deve passar loro la voglia di chiedere che diavolo abbiamo da raccontare.

A te nulla, babbeo.

Non ringraziatemi: potete fare vostra la descrizione di sopra come messaggio-scudo apotropaico. 

Dicevo - e forse questa volta ce la faccio, sono diventata una psicopatica. E sto capendo molte più cose della vita e del mondo che mi circonda.

Vi ricordate The O.C.? Tutti abbiamo sognato di poter prendere un aereo e volare a Orange County, di essere adottati dai Cohen e che Seth disegnasse una nostra versione personale di supereroe.

Seth. Seth era lo sfigato, il nerd, il ricciolino figlio di papà innamorato di una che non se lo filava manco di striscio. Un classicone. Eppure Seth era senza ombra di dubbio il più bello.
A tutte piaceva Seth.

Perchè Ryan sí, era figo, ma insomma, Ryan veniva da Chino. E come diceva Summer: 
«Chino? Che schifo!»

E comunque non era solo questo il punto, voglio dire, Ryan era il maschiaccio che ti attraeva, okay, ma quelle canotte bianche? Su un fisico di un metro e sessantacinque? Non ci siamo, non sei Vin Diesel, non sei pelato.

Dal momento che Seth era il preferito, ci si aspetterebbe che la sua dolce metà fosse la favorita fra le figure femminili.

Ma Summer era una principessina.
Aveva un lettone gigante su cui guardava Valle di Lacrime, aveva la puzza sotto il naso e, soprattutto, non aveva abbastanza problemi.

Come ne aveva lei, invece, Sua Maestà Marissa Cooper.

Marissa era perfetta. Adesso tutte a frignare per la morte di Derek, ma possiamo per favore ricordare la tragicità della scena che vide la nostra eroina esanime fra le braccia di Ryan?

Eravamo cosí piccoli.

Partendo dal presupposto che le bionde sono tendenzialmente più gnocche, Marissa vinceva a mani basse, su tutti i fronti.

Figlia di una MILF baldracca e di un fallito, con una sorella che per varie serie ha solo recitato aprendo la porta di casa Cooper, Marissa era un modello.

Marissa si ubriacava da sola sul suo balcone di casa - And from her lips she drew the Hallelujah...

Marissa ebbe una relazione lesbica.

Marissa era dannatamente bella anche dopo esser stata cacciata dalla scuola.

Ma, soprattutto, Marissa buttava i lettini per prendere il sole nella piscina di casa.

Quando ti rendi conto di essere diventata una psicopatica, capisci ancor più a fondo il personaggio della primogenita Cooper.
Chiudi gli occhi e rivivi quella scena, ti pare che Julie stia parlando proprio a te, quando chiede che cosa ti passi per la testa.

E poi pura magia.

Un grido matto, una furia cieca, sdraio che volano.

Tutte ci siamo sentite, almeno una volta nella vita, Marissa Cooper a bordo piscina.

Ecco perchè Marissa era più figa, molto più figa.

Quando il mio livello di stabilità metale vacilla ancora più vertiginosamente (cioè ogni singolo secondo della giornata), a quel punto Marissa diviene quasi una figura di secondo piano.
Quando la mia stessa esistenza urta la mia propria persona, il mio idolo cambia.

Correva l'anno 2007, era febbraio e io ero ancora quattordicenne.

Britney Spears si rasò a zero.

Come scordarselo. Mai!

Raggiunta e superata la soglia dei vent'anni, entrata nella fase psicopatica della mia vita, io negli occhi di Brit colla crapa pelata, vedo la stessa scintilla che c'era in quelli di Marissa che mostrava a Summer la bottiglia di vodka che aveva appena rubato al bar. Dopo che Summer aveva fregato solo due flûtes. Principiante.

In conclusione: da quando sono diventata psicopatica ho riscoperto il meglio della TV e del gossip dei primi anni 2000.

Alziamo le fiaschette, i lettini o i rasoi, psicopatiche di tutto il mondo, sempre alto il nostro orgoglio.

L'importante è non diventare grasse come Mischa Barton e la cara Britney dei tempi d'oro post parrucchiere, perchè l'adipe non è mai divertente.


Psycho-B.

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