sabato 11 aprile 2015

LORO DI PIÙ






Una delle innumerevoli categorie di persone che hanno l'elementare capacità di rientrare nella mia sfera d'odio, comprende coloro i quali ti domandano come stai solo per sottolineare che loro di più. 

Non importa cosa tu abbia risposto, loro ci sono già passati ed è opportuno che ti raccontino la loro esperienza per un abbondante tre quarti d'ora, per farti capire che la tua situazione è simile alla loro, ma loro di più.

Io detesto questi parassiti.

Questi individui non vogliono darti consigli, ti ascoltano narrare le tue gesta antieroiche per poi darti la bastonata finale.

La tua vita fa schifo. Ma non fa schifo perchè stai effettivamente attraversando un periodo difficile: sei uno scarto della natura perchè dal pronto paragone che hanno fatto con la loro esistenza, tu ti sei classificato dieci posizioni indietro.
In ogni settore, in qualsiasi condizione.

Se hai una storia d'amore con alti e bassi, loro hanno visitato il nucleo della Terra e passeggiato su Giove.
Se hai vinto un premio, loro lo avevano già vinto l'anno scorso.
Se indossi  una dannata maglietta a righe, la loro ha più righe.

Se tu ti vuoi impiccare, peró, loro non si impiccano mai, è questo il problema.

Ti invitano fuori per fare due chiacchiere, ti allungano la bustina di zucchero e ti chiedono gentilmente come te la sei passata ultimamente. 
Perchè dire "ora ti martello i maroni parlandoti di tutto il mio albero genealogico che ha radici profonde fino alla terra degli hobbit", è troppo lungo.

Invece per rompere il ghiaccio bastano quattro paroline:

«Allora, che mi dici?»

Al che tu ti senti il batterista di una band a cui viene finalmente passato un microfono durante il concerto. 

"Oddio, non ci credo, tocca a me, sono rimasto relegato qui in un angolo per tutto questo tempo..."

Ti schiarisci la voce e... Il cantante si riprende la scena.

"Guarda Bea, ti faccio un rapido paragone con quello che ho vissuto io, che, okay, non è proprio la stessa cosa, ma secondo me un po' puó aiutarti."

Ci rimani subito un pochino male, ma ascolti - non sia mai che davvero mi è di conforto.
A questo punto le possibilità sono due:

1) Quel... No, non voglio insultare nessuno. La persona che ti siede di fronte inizia un monologo su qualcosa che non è affatto ricollegabile a quello che hai esposto tu.
"E quindi, niente, Bea, mi dicevi che sei molto impegnata con lo studio e sei stressata a livelli schizofrenici. Mi dispiace... Anche io guarda pensavo... Ti ho detto che ho comprato i biglietti per il Coachella?"

Non è che non gli interessi, è che non hanno intenzione di farsi ammorbare da te. Il che, onestamente, è più che comprensibile e poco biasimabile.

2) La persona che ti siede di fronte ha vissuto i tuoi stessi momenti. Ma tu sei una radice quadrata, loro sono elevati all'ennesima potenza.
"Caspita, Bea, quindi oggi sei andata a correre? Bravissima, quanto? Perchè ti dico: io potrei fare la pendolare da Aosta, ma per venire in università a Milano ho deciso di comprare le nuove Nike con le nuove suole a nuvola di drago cinese e vengo tutti i giorni di corsa. Il primo tratto per uscire dalla regione, lo faccio a saltelli a piedi uniti."

Va detto che, comunque, riconoscono i tuoi meriti. È che sei una latrina vivente, non è colpa tua. Di conseguenza, sì, complimenti, sei meglio di una turca, ma rimani pur sempre un cesso.

A me piace ascoltare. Mi piace ascoltare e consigliare. Mi piace anche usare il termine "farsi i cazzi degli altri", ma rimaniamo sull'ascolto e il consiglio che è più politicamente corretto.
Mi piace ascoltarti, dedicarti una risposta ad hoc, o meglio: ad personam. Perchè dovrei raccontarti i fatti miei, quando mi stai parlando di te?

La cosa curiosa riguardo a questo genere di scarafaggi, è che sono onniscenti.
Puoi parlare di lama domestici, che loro ne hanno avuto uno. O il loro amico. O il cugino del nonno morto.
Puoi parlare di yoga, che loro hanno un materassino nella pochette.

Loro di più, sempre e comunque.
La loro storia è sempre più interessante. E se credi che la tua sia peculiare, beh, paragoniamola immediatamente alla loro, perchè loro di più.
A volte i paragoni aiutano, in linea di massima mai. Servono solo per rimetterti al tuo posto.

"Mi hai detto che sei giù? Fai bene, anche io fossi in te lo sarei. Insomma, guardati. E poi guardami."

Sono quelle persone che vedresti una volta al mese, non di più.
E loro hanno bisogno di vederti, perchè devono ricordarti sempre una cosa:

Loro di più.

Ma taci un po', cazzo.

B.



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