venerdì 26 dicembre 2014

L'INIZIO DELLA FINE. Lo status su Facebook che diede il via a unaridicola abitudine

Ci ho sempre pensato: un giorno dovrò riesumare tutti quei ridicoli post che ho condiviso su Facebook.
Confesso che ogni tanto vado sul mio profilo e mi rituffo negli anni passati, per farmi quattro risate. Su me stessa. E mi sono sempre chiesta: ma quando ho iniziato a dare segnali pubblici di un grave ritardo mentale?

Dovete sapere che Facebook spesso nasconde vecchi post, quindi non so dirlo per certo, ma credo proprio che il vero inizio sia il 2012. Prima il mio livello di imbarazzo rasentava il bimbomichismo, poi, per fortuna, mi sono evoluta. Se vogliamo chiamarla evoluzione...
Ho cominciato a scrivere status più lunghi, ho cominciato a infastidire (anche se il mio obiettivo era dilettare) i miei social-amici, ho cominciato, perlomeno io, a divertirmi.

Ho perciò pensato di creare una nuova sezione su questo blog, dove riproporrò i miei momenti topici di Fa
cebook, dal 2012, appunto, a oggi. Nel caso in cui alcuni commenti siano fonte di copiose risa, trascriverò anche quelli.

Leggendomi oggi, su Red Goon o su Facebook, noterete, spero, come quello che sogno di poter definire il mio stile si stia sempre più perfezionando.
Rileggendo status di due anni fa, non posso fare a meno di pensare: 

"Adesso lo riscriverei primo, molto più lungo; e secondo, molto più intrigante e spassoso. Che noia. Che me sfigata."

Ma il bello dello scrivere è anche questo.

Ed ecco, dunque, quello che credo sia lo status che ha aperto una lunga serie che, tremate, non avrà mai fine.




16 maggio 2012, ore 16

Stamattina non deve avermi riconosciuta. Alto, biondo, occhi blu, abbronzato, con accento straniero, sbagliando aula ha risvegliato gli ormoni delle fanciulle di Lettere, in letargo da ottobre. Quando mi ha chiesto se fossi lí per la sua stessa lezione, non deve essersi accorto che no, purtroppo mi aspettava un'ora di latino, ma sarò la madre dei suoi figli.


E ho risposto a un commento:
Ele, mi sono innamorata. Stamattina. Da Castagna. Uno straniero biondo in camicia mi si è seduto dietro. Ma poi mi ha chiesto che lezione stessi aspettando. E lui aveva sbagliato aula. Mi ha lasciato in mezzo a quei Dante Alighieri che popolano la nostra facoltà, col cuore spezzato. Era bellissimo. Quando è entrato tutte ci siamo svegliate dal coma, io mi sono particolarmente eccitata quando mi si è seduto dietro e mi ha parlato. L'ho amato intensamente per qualche minuto.


B.

PS: Abbiate pazienza, ne arriveranno di ben migliori, prometto.

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