domenica 16 novembre 2014

CINQUE MOTIVI PER CUI IO NON SONO FIGA

Non ce n'è: figa ci nasci o non ci nasci. Non puoi diventarlo. E non mi riferisco tanto all'aspetto fisico, quanto più a quello esteriore in termini di abbigliamento e atteggiamento.

Le fighe sono ovunque, ma credo che sia più semplice individuarle durante il giorno. Di sera, fra buio, trucco e alcol, anche la figlia di Fantozzi diventa pisellabile. Invece, alla luce del sole, le fighe spuntano come funghi, sono ovunque: in metropolitana, al semaforo accanto a te, all'Esselunga e pure in coda ai bagni della stazione (lo so, anche io credevo che le fighe non espellessero alcun tipo di secrezione). Hanno sempre l'eyeliner perfetto, talvolta cadono nel volgare, ma a loro si perdona tutto, perché loro sono fighe.

Ecco cinque motivi per cui io, chiaramente, non sono nata figa e conseguentemente mai lo sarò:

  1. Il mio corpo tende a rispettare le stagioni climatiche. Dunque d'estate ho caldo e d'inverno ho anche molto freddo. Il che vuol dire che dalla primavera in poi smetto di indossare berretti di lana ed evito gli stivali neri di pelle sotto l'abitino bianco al mare. Diciamo che d'estate sono più una tipa da sandali, gli UGG mi fanno un po' sudare gli alluci. Inoltre, con l'arrivo dell'autunno mi arrendo all'utilizzo di sciarpe e – attenzione: chiudo la giacca. La figa sotto la neve, invece, indossa un giubbotto aperto, un maglioncino scollato fino all'ombelico e non si ammala mai. Quando, verso metà gennaio, inizia a munirsi di sciarpa, essa è enorme. Non so in che modo spiegarlo precisamente, ma ha un volume pari a quello dell'iceberg del Titanic. La figa preferisce sfoggiare una deliziosa pashmina durante l'afa di luglio, senza scomporsi, mentre la non figa ha la maglia pezzata.


  2. Io sudo. E non dico solo in palestra. Io sudo ovunque. E ovviamente non posso essere una figa. Le fighe non hanno mai una maglietta pezzata. Non importa di che colore sia, non vedrai mai una macchia. Quasi lo stesso discorso vale per me: non importa di che colore sia, le mie ascelle prendono il nero come una sfida, ed ecco un alone che arriva alle ginocchia. Quasi figa. La figa è sull'autobus pieno a metà giugno con stivaletto, sciarpetta decorativa, magliettina in microfibra che farebbe allagare anche un deserto, giacchino di jeans alla moda, ed è asciutta come un Pampers Baby-dry.
  3. Pettino i miei capelli in maniera logica. Decido se voglio la riga al centro, a destra o a sinistra e mi spazzolo di conseguenza. E sbaglio, sbaglio alla grandissima. Perché la vera figa non ha una riga dei capelli definita. La figa sa creare quell'effetto spettinato stando un quarto d'ora davanti allo specchio. Io, capo clan delle non fighe, sto attenta al lato dove metto i capelli e mi scortico la cute spazzolandomi in venti secondi. Il risultato è che io non sono affatto figa. La figa si passa una mano fra i capelli e se li spettina, se li lascia cadere un po' davanti al volto e non li appoggia mai dietro le orecchie. Io mi sento claustrofobica se non li metto dietro le orecchie, mi sembra di non poter vedere di lato, e sono consapevole che scombinare la posizione della riga senza poterla poi controllare, mi trasformerebbe in Maga Magò – che non era figa.
  4. Non ho Instagram. Precisiamo: non che è che tutte quelle che hanno Instagram sono fighe, ma tutte le fighe hanno Instagram. Io non lo possiedo. Perché non vado al ristorante ogni settimana, ciò che viene cucinato a casa ha l'aspetto di un Big Mc pestato, il mio ascensore non ha uno specchio lungo fino ai piedi, non ho un iPhone da far rientrare nei selfie, non ho voglia di truccarmi per una foto, sono vestita sempre a caso e malissimo, ho le occhiaie e del prezzemolo fra i denti (anche se magari potrei farla rientrare nella sezione cena). Insomma, io non sono neanche un po' figa. Le fighe hanno sempre un nuovo paio di scarpe da mostrare, vanno sempre in posti fighi, appunto, da condividere. Il loro Spritz sarà sempre più arancione del tuo. E se anche sei una non figa senza Instagram, te lo sbattono in faccia postando la foto anche su Facebook. Foto rigorosamente via Instagram, perché loro sono le fighe. E sono fighe anche no filter. O forse no, quello non voglio scoprirlo.
  5. Se ricevo un messaggio, che sia via SMS, WhatsApp o Facebook, prima o poi nell'arco di 48 ore, lo leggo. E probabilmente quelle 48 ore sono anche un'esagerazione. Certo, capita a tutti la comparsa di una notifica di una chat su Facebook da qualcuno la cui esistenza proprio ci urta. Allora sbirciamo l'anteprima e poi lasciamo perdere. Succede che magari fino al giorno dopo mi dimentichi, ma poi apro l'icona. Piuttosto non rispondo, ma leggo. E come posso pensare di essere figa? Avete mai preso in mano il cellulare di una figa? Sicuramente c'è qualcosa di non letto, e assai probabilmente risale a mesi fa. Il mio Huawei è così noioso. Mai nulla di nuovo. Sono così non figa. In realtà, può anche essere che i messaggi ignorati dalla figa siano della Wind, ma rimane il fatto che la figa ha sempre delle notifiche, la non figa no. A me personalmente dà fastidio, dopo un po', vedere numeri accanto alle icone delle varie applicazioni. E leggo, basta. Non sono affatto figa, è imbarazzante quanto non lo sia.

Essere figa è un impegno a tempo pieno, avevo mandato il Curriculum anni fa ma non mi hanno mai fatto sapere nulla. Per ora io sono una libera professionista – adesso credo li chiamino creativi.

Io non sono figa, ma ho altre qualità – che ora non sto qui a menzionarvi perché sono così poche che poi mi metterei a piangere e non mi godrei la cena. E lo sapete che per me il cibo viene prima di tutto.

PS: Comunque mia mamma mi diceva che ero una bambina speciale, anche se non figa.






Forse una delle mie qualità è il masochismo? Volevo solo darvi la conferma del mio essere non figa. Perché venire con gli occhi chiusi è troppo facile, preferisco aprirli un po' per passare dall'effetto sfigata a quello posseduta.


B.

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