mercoledì 15 ottobre 2014

RED GO... CHE? POSSO SPIEGARVI TUTTO.


La mia voglia di vivere oggi ha rasentato lo zero assoluto. Non sono riuscita a dormire la scorsa notte; per pranzo, nell'unico giorno di pallido sole, mi è toccato il minestrone riscaldato.
E poi possiamo un momento affrontare una novità televisiva che ormai da qualche settimana mi costringe a versarmi di mia spontanea volontà il tè bollente in gola, pur di esser forzata ad abbandonare la cucina immediatamente? Le televendite di MTV. Ma da quando MTV è diventato un canale dove le controfigure sfigate di Giorgio Mastrota cercano di conquistare il mondo? E' stata molto criticata l'evoluzione (o l'involuzione) di MTV da canale musicale a fuffa.
Ma devo dirvi la verità, mentre faccio colazione preferisco guardare la versione italiana sottotitolata di 16 and Pregnant piuttosto che dovermi sorbire Emma o Alessandra Amoroso – che ho di recente scoperto non essere la stessa persona. Che cosa le differenzi ancora no, quello non l'ho capito, ma direi che pur non volendo uscire dalla mia ignoranza, le pongo sul medesimo livello di disgusto. Ah, e prima avete letto benissimo: alcuni programmi italiani, in Italia, hanno bisogno di sottotitoli e traduzioni. Non perché i protagonisti parlino troppo piano o sussurrino: bensì perché il dialetto napoletano della ragazzina di quindici anni madre di due gemelli e gravida di un terzo moccioso, pochi, pochi eh, non lo masticano poi così bene. E comunque, se provo a girare sul 67, anche lì tutti provano a vendermi coltelli, cuscini e animali impagliati.

Insomma, il risveglio non è mai una cosa facile, e le attività che vorrei fare durante il giorno sono sempre meno.
Ma scrivere è indipendentemente da tutto un piacere. Scrivere è bello quando sei felice, quando non lo sei, e anche quando proprio non sei, in generale. Scrivere fa bene. E inoltre quando hai Word aperto, tutti pensano che tu stia facendo chissà cosa, chissà quale ricerca sui metodi di lavaggio delle ascelle degli Aztechi. E invece stai solo facendo copia e incolla di quel fantastico link per guardare Harry Fotter in 3D. Io Word nemmeno ce l'ho: non chiedetemi quale casino abbia combinato, fatto sta che fingo che OpenOffice sia più efficiente.

Cerco di arrivare a quello di cui volevo parlarvi oggi: il motivo del nome Red Goon.
Vi provo a promettere che non sarò sempre così labirintica, ma ho questa innata passione per le premesse inutili e prolisse. Quanto a lungo vi ho martellato con il mio viaggio in Australia? Troppo? Non credo proprio, io direi piuttosto non abbastanza.
Ho ovviamente preso spunto da quell'esperienza. Il goon è il vino nel cartone. Si compra nei Bottle Shop o Liquor Land, poiché i supermercati australiani non vendono alcun tipo di alcolico. Quattro litri alla stupefacente cifra di dodici dollari. Non so quanti di voi siano stati in Australia, quanti vogliano andarci in futuro, ma è bene sapere una cosa: non importa quanto sfondati siano i vostri portafogli, il Briatore che è in voi non durerà più di un mese. Poi tutti finiscono ad arrendersi al goon. La regola d'oro di ogni festa è BYOB – Bring Your Own Booze, ossia zio, portati la tua boccia. Anche io all'inizio provavo a presentarmi ai festini con gran quantità di birra o vino in bottiglia (acquistato comunque solo con offerte quali tre per quindici dollaroni). Ma a fine serata tu, gran signore con il rosso nel vetro, hai speso più di tutti e non hai nemmeno raggiunto il livello onestà nella scala della sbronza selvaggia.
Il goon è pratico, è facilmente trasportabile nella sua scatola, ha un utile rubinetto da cui abbeverarsi, ma soprattutto: il goon è disgustoso. Basta un bicchiere per avere un martello pneumatico nelle tempie il mattino seguente, ne bastano pochi di più per sentirsi il re di Sydney. Risparmio e risultato. Da quando il gusto è una priorità?
Eppure tutti, e dico tutti, hanno bevuto e bevono goon nella terra dei canguri.
E probabilmente ho una gran faccia tosta - per non dire parolacce, quando dico che spero che questo mio blog, sia un po' come il mio amato goon. Il mio modo di scrivere, i miei argomenti forse non soddisfaranno i palati, le gole, o meglio, le menti di ciascun lettore; ma la mia speranza è che ogni tanto, con le natiche affondate nel vostro comodo divano, con l'iPad fra le mani, quando proprio in TV daranno solo Sanremo e Miss Italia, passerete a dare un'occhiata a ciò che quella tonta coi capelli rossi ha scritto. Ed ecco spiegato anche red. In sostanza sì, vorrei essere il vostro goon: qualcosa che vi faccia magari anche storcere il naso, ma che alla fine manderete giù a gran sorsate - provando a raccontare che in realtà quello fruity, fruttato, aveva anche un sapore quasi gradevole.

Box di Red Goon
 PS: Mi ha fatto molto piacere che una ragazza mi abbia scritto che l'immagine di sfondo, a parer suo, renda difficile la lettura. Dal Regno Unito mi sono arrivati commenti più diretti sull'oscenità della mia scelta, mia madre l'ha definita, in conclusione, cup cake. E' una foto che ho scelto al volo, presa dalla foga di voler aprire subito quel giorno il blog. Ne sto cercando un'altra migliore, e, se qualcuno non dovesse vedere l'ora aiutarmi o consigliarmi, rosso è la parola chiave!
Grazie primi lettori, siete tantissimi, continuate a mandarmi pareri e soprattutto critiche.
"Erm Bea... I really don't like it.", mi serve anche questo.

B.

3 commenti:

  1. Se devo dire due cose: uno, mi piace tantissimo il significato del titolo. Due, W HARRY FOTTER! Ti stimavo già prima, ma dopo averlo citato nel tuo blog hai guadagnato ancora almeno 5 punti.

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    1. Grazie mille! Mi fa molto piacere tu abbia apprezzato la mia spiegazione di Red Goon. E... Qualcosa dal carrello?

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  2. "Da quando il gusto è una priorità?" LOL

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